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Infortuni sul lavoro e danno psichico

In questo articolo porto l’attenzione sui risultati di un’interessante serie di studi “Disturbi Emozionali dopo un infortunio sul lavoro” condotti dall’Università di Padova in collaborazione con l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL).

 

Analisi degli studi

Gli studi confermano che:  “La sintomatologia post-traumatica si manifesta con un certo grado di gravità in una buona percentuale (attorno al 40%) delle persone che hanno subito un incidente sul lavoro, almeno fino a 5 anni dall’evento“.
I disturbi che fanno riferimento all’area ansioso-depressiva più riscontrati sono: disturbo d’ansiadepressionedisturbo dell’adattamentodisturbo da stress post-traumatico.

Questo, a mio avviso, sta ad indicare l’enorme potenzialità psicotraumatica di un infortunio sul lavoro, non solo dal punto di vista fisico, ma anche sul versante psicologico, cosa che talvolta viene tralasciata e non considerata.

Un altro risultato è la persistenza, anche dopo 5-10 anni, della sintomatologia attiva dei disturbi.
Ciò avviene in particolar modo quando si tratta del disturbo da stress post-traumatico.

Un importante sintomo indicatore è la rabbia, e in un passaggio si legge: “… esperienza clinica indica che talvolta sono proprio l’irritabilità e gli scoppi di collera a suggerire la possibile presenza di un precedente evento traumatico, anche indipendentemente dal manifestarsi di quadri clinici ansioso-depressivi…
Se pensiamo che i sintomi per stabilizzarsi e diventare cronici hanno necessità, a seconda del disturbo, di un periodo che va dai 3 ai 9 mesi circa, possiamo immaginare le condizioni di vita di queste persone dopo anni vissuti con tali problematiche.
Inoltre spesso, tale danno psicologico non viene valutato e quindi non viene risarcito.

Si legge nella discussione dei risultati del secondo studio: “…degna di nota la mancanza di relazione tra entità della sintomatologia post-traumatica e grado di invalidità o distanza temporale dall’evento. Il grado di disabilità assegnato ad un individuo che ha subito un incidente sul lavoro non sembra, quindi, cogliere tutte le conseguenze psicologiche ed emozionali di tale evento“.
L’unico modo, per alleviare la sintomatologia dopo che si è cronicizzata, è intervenire con incontri di sostegno psicologico o psicoterapeutici.

La dimensione delle conseguenze di un infortunio sul lavoro a livello psicologico emerge da quest’altro passaggio: “Le ripercussioni psicologiche individuali possono perdurare anche a distanza di tempo dall’incidente (anni) e potrebbero essere la causa diretta di un mancato rientro al lavoro e di un ridotto funzionamento psicosociale. Questo sottolinea, di nuovo, l’utilità di intervenire tempestivamente dopo l’infortunio, con una diagnosi precoce e con l’offerta di un’assistenza psicologica mirata alle vittime di incidenti sul lavoro.

 

Conclusioni

Negli infortuni sul lavoro ritengo sia importante tenere in considerazione anche l’aspetto psicologico, che talvolta viene meno perché le conseguenze fisiche appaiono più evidenti.
Poiché  come dimostrato da questa serie di studi è frequente la presenza di disturbi psicologici come conseguenza diretta di un infortunio sul lavoro, vi invito a riflettere su cosa potrebbe rappresentare per ognuno di noi la perdita di un dito, di una mano, uno sfregio sul volto o la presenza di cicatrici sul proprio corpo, l’immagine che si ha di sé cambierebbe? Se sì, in che modo? Saremmo in grado di accettare senza “scossoni” la nuova immagine?
Per alcuni potrebbe non avere molta importanza, ma per altre persone potrebbe rappresentare un episodio grave, tale da rimettere in discussione la propria immagine con conseguenze che si riflettono sull’equilibrio psicologico, messo alla prova da un evento doloroso come può essere un infortunio sul lavoro.
Non si tratta solo della propria immagine corporea, ma anche dei pensieri che ritornano di frequente sull’incidente, l’orrore provato al momento, l’aver sentito a rischio la propria vita o quella dei colleghi, il ripresentarsi continuo di queste immagini durante lo stato di veglia (come dei flash) ma anche in sogno, con incubi che sembrano essere reali.
La tendenza poi a isolarsi, a evitare certi luoghi e le persone (colleghi) che in un qualche modo ricordano l’incidente.
Nel caso una persona ritorni al lavoro, provate a pensare al fatto di dover ripassare ogni giorno sul luogo dell’incidente, rivedere ogni volta, ma soprattutto rivivere ogni giorno quelle stesse terrificanti sensazioni.

Credo sia doveroso valutare anche questi aspetti, soprattutto darne un giusto riconoscimento e offrire un adeguato percorso di recupero psicologico da tale trauma, che permetta alla persona di vivere il più possibile serenamente la propria vita.

About the author

Emiliano Guarinon

Sono psicologo, amo questo lavoro e la possibilità di utilizzare le competenze acquisite nel corso degli anni per aiutare le persone a trovare nuove soluzioni alle difficoltà che possono sorgere nel corso della vita. Credo che le persone non siano isole ma, con la loro unicità, parte di qualcosa di più grande. La psicologia può fornire un nuovo filtro di osservazione, da cui ripartire per raggiungere nuovi obiettivi e scoprire il proprio “posto nel mondo”. La bellezza non sta nella meta, ma nel percorso fatto per raggiungerla.